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Il Reato di sostituzione di persona sui social network

Il Reato di sostituzione di persona

Dott. Giovanni Crispino

L’assunzione dell’identità di altri soggetti per scopi illeciti non rappresenta un fenomeno nuovo, ma con l’avvento di Internet tale fenomeno ha preso una piega inaspettata.

A causa della strutturale impossibilità di controllare l’identità personale di chi opera in rete o si iscrive ad un social network, si è assistito al crescere della creazione di identità fittizie o multiple, anche per scopi illeciti, ed a volte, come nel caso in esame, per commettere reati a danno di minori.

Aprire un profilo falso sui social network, servendosi abusivamente dell’immagine di un diverso soggetto, inconsapevole, integra il reato di sostituzione di persona disciplinato dall’art. 494 c.p..

L’articolo recita: “Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino ad un anno”.

Laddove poi al profilo falso vengano anche aggiunti i dati personali della persona sostituita abusivamente, è integrato anche il reato di trattamento illecito di dati personali ex art. 167 D.lgs. 196/2003 che prevede la pena della reclusione da uno a tre anni.

Nel 2022 essere vittima del reato di sostituzione di persona sui social media è cosa all’ordine del giorno, quello che tuttavia non è analizzato in modo chiaro sono le conseguenze.

Per tutelare l’identità altrui è opportuno comprendere quali comportamenti possano, effettivamente, configurare le predette condotte illecite.

Di seguito si riportano le condotte integranti il reato di sostituzione di persona ex art. 494 c.p. e quello di trattamento illecito di dati personali:

1) creare un account di posta elettronica riferibile ad un’altra persona senza consenso di quest’ultima;

2) utilizzare un nickname con nome e/o immagine riconducibile ad altro soggetto, congiuntamente all’inserimento del numero telefonico dello stesso su di un sito di incontri così come in un forum;

3) utilizzare false qualifiche;

4) la creazione di profilo con nome e foto di una celebrità (non è furto d’immagine se si utilizza una grafica trovata sul web, tuttavia, in tal caso però potrebbe manifestarsi un altro tipo di illecito: violazione del diritto d’autore);

5) la creazione di profilo con nome falso e foto verosimile di persona che non sia lui/lei.

– Induzione in Errore

Affinché possa dirsi sussistente la fattispecie di reato è richiesto il dolo, consistente nella coscienza e volontà di indurre in errore altri sulla vera identità della propria persona.

In particolare è necessario il dolo specifico consistente nella volontà di procurare a sé o altri un vantaggio patrimoniale o non patrimoniale o anche di recare ad altri un danno.

Il concetto di vantaggio, da non confondere con la nozione di lucro, rientra in quello di utilità che si vuole perseguire nell’ambito personale o della vita di relazione.

Quindi l’ipotesi di reato può manifestarsi anche in presenza di condotte lecite come quando il soggetto utilizzi un falso profilo per intrattenere rapporti con altre persone o per il soddisfacimento di una propria vanità come chiarito da Cass. 25774/2017

Qual è la tutela per le vittime?

Al fine di richiedere il risarcimento dei danni subìti a causa della sostituzione di persona sui social è, anzitutto, necessario individuare l’autore del reato o soggetto agente.

Quando l’indirizzo email utilizzato per l’iscrizione alla piattaforma social non è riferito ad una persona esistente, l’iter investigativo si riduce alle seguenti operazioni:

– individuazione dell’indirizzo IP utilizzato per la creazione dell’account falso;

– individuazione del provider e dell’ultimo dispositivo telematico utilizzato;

– identificazione della persona che ha in uso quel dispositivo;

Quest’attività può essere compiuta direttamente dalla Polizia Postale su delega dalla Procura.

Sarà quindi necessario presentare una denuncia-querela per il reato di sostituzione di persona su internet avendo però cura di specificare in modo dettagliato la gravità dei fatti e dei danni subiti.

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